Oggi molti medici si sentono insoddisfatti e sopraffatti dalle difficili condizioni lavorative.

Eccessiva burocrazia, interferenze politiche, pressioni economiche, protocolli troppo rigidi e il costante timore di controversie legali limitano in modo significativo la loro autonomia decisionale, compromettono gravemente la serenità nell’esercizio della professione e creano ostacoli al rapporto diretto e umano con il paziente.

L’obiettivo della nostra Associazione è di promuovere un movimento che restituisca alla nostra professione il ruolo centrale nella gestione della medicina e nella tutela della salute.

L'Associazione è aperta a tutti i Colleghi che condividono questi valori. Il suo scopo è quello di mettere in luce le problematiche, le difficoltà e il senso di insoddisfazione vissuti dai medici e, attraverso il confronto, individuare risposte concrete. 

La tua opinione è importante per aiutarci a meglio comprendere i problemi che gravano sulla nostra professione. Ti chiediamo la gentilezza di compilare questo sondaggio. 

Grazie in anticipo della tua disponibilità.


ARTICOLI, COMMENTI, OPINIONI

Abbiamo inviato le nostre riflessioni sulle nomine del NITAG ma, non avendo ricevuto risposta da due testate nazionali pur di orientamento abbastanza diverso, abbiamo intuito che forse l'argomento era spinoso e i nostri commenti poco graditi.

Lo pubblichiamo comunque qui, per i nostri Lettori. 

QUER PASTICCIACCIO BRUTTO DEL NITAG

Se quando avevamo scritto riguardo la legge che elimina le votazioni dei bilanci degli Ordini dei Medici eravamo preoccupati, dopo il pasticciaccio del NITAG lo siamo ancora di più.

Per capire i recenti avvenimenti che hanno portato alla revoca del Gruppo tecnico consultivo nazionale sulle vaccinazioni (NITAG - National Immunization Technical Advisory Group) da parte del Ministro della Salute Orazio Schillaci bisogna partire da lontano, per l’esattezza 17 anni or sono. Il 12 gennaio del 1918 fu istituita dal governo Orlando la commissione di inchiesta per appurare le cause della catastrofica sconfitta di Caporetto. Nonostante la commissione fosse stata costituita in piena Prima Guerra Mondiale, nonostante le pressioni del governo Orlando per “salvare” la figura dell’allora vicecapo di Stato Maggiore generale  Badoglio e nonostante l’Italia di allora non sia considerata molto ”democratica” (almeno paragonandola all’odierna), la Commissione presieduta dal generale Caneva non fu mai revocata e poté terminare i propri lavori il 24 luglio 1919, affermando alcune importanti posizioni, in particolare escludendo la responsabilità nella sconfitta di Caporetto di una presunta “codardia” dei soldati italiani della Seconda Armata e illustrando le responsabilità morali e tecniche dei generali Cadorna, Capello, Porro, Cavaciocchi, Montuori e Bongiovanni e la responsabilità morale del governo Boselli per la mancata “alta azione di vigilanza e di controllo sulle condizioni morali dell’Esercito” .

Un altro esempio, sempre tratto dalla nostra storia, risale al 1976. In quell’anno la Commissione parlamentare d’inchiesta sul fenomeno della mafia (tenutasi dal 22 febbraio 1973 al 4 luglio 1976) produsse due relazioni, una di maggioranza ed una di minoranza, quest’ultima stilata dai deputati Pio La Torre, Cesare Terranova e sottoscritta anche da Benedetti e Malagugini e dai senatori Adamoli, Chiaromonte, Lugnano e Maffioletti. In questa relazione di minoranza Terranova e La Torre attaccarono duramente le conclusioni riportate nella relazione di maggioranza e indicarono molto chiaramente le connessioni tra gli ambienti mafiosi e alcuni politici siciliani tra i quali Salvo Lima e Giovanni Gioia. La relazione di La Torre e Terranova, in seguito vittime della mafia, nel 1979 e nel 1982 rispettivamente, brilla per un respiro ampio dell’analisi del fenomeno mafioso fin dai tempi dell’Unità d’Italia. Con il senno di poi, le intuizioni di questa relazione sembrano del tutto ovvie, ma nel 1976 non lo erano di certo. Eppure, persino nella tanto vituperata e oscurantista Prima Repubblica, fu permessa la pubblicazione di una relazione di minoranza come quella La Torre-Terranova. Citiamo solamente l’incipit di essa: “La relazione di maggioranza (o del Presidente) della Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno dalla mafia in Sicilia - che chiude più di undici anni di attività - non può ritenersi in alcun modo soddisfacente, delude le attese dell'opinione pubblica, non rafforza il prestigio delle istituzioni democratiche”.

Veniamo al presente, alle dichiarazioni del presidente della FNOMCEO Filippo Anelli: “Rinnoviamo l’apprezzamento per l’operato del Ministro della Salute Orazio Schillaci, che ha anteposto con coraggio e fermezza il suo essere medico e uomo di scienza ad ogni altra considerazione, prendendo una decisione ‘politica’ nel senso più alto del termine, quello della tutela dei diritti dei cittadini... Si è tornati a parlare di scienza e a mettere al centro la salute dei cittadini e le politiche per garantirla e sostenerla - continua - per il tramite dei medici e dei professionisti sanitari” (tratto dal sito FNOMCeO, 18/08/2025*).

Forse, visto che il Prof Schillaci ricopre un’importante carica in un esecutivo, avrebbe dovuto anteporre alle proprie convinzioni coraggio e fermezza nel rispettare la normale prassi istituzionale, come altri hanno saputo fare nelle vicende passate suddette.

Nel recente putiferio del NITAG, la raccolta di firme contro alcuni componenti della commissione che avevano posizioni critiche sulle vaccinazioni e perciò tacciati come “no vax” (peraltro 2 su 22) ha creato pressioni sul Ministro Schillaci che ha sciolto la Commissione. Ancora una volta emerge la commistione tra medicina e politica che dovrebbero essere due soggetti nettamente separati per garantire il progresso scientifico attraverso la ricerca ed il confronto. La conoscenza scientifica, come teorizzato da Popper, è fallibile, deriva da un processo in continua evoluzione e non raggiunge mai una verità definitiva. Nel caso del NITAG, a partire da Anelli e da tutti i firmatari, non ammettendo una minoranza discordante non si è neanche accettato il concetto di falsificabilità per attestare in modo razionale, rigoroso e critico la teoria scientifica. Una maggioranza tutt’altro che silenziosa ha tacitato un confronto libero, equilibrato e pluralista. Nemmeno nel 1918, quando erano in ballo i vertici militari, si è arrivati a tanto.

Siamo quindi molto preoccupati per il clima generale che si sta creando, per la pericolosa tendenza che si sta manifestando nell’Italia del XXI secolo e probabilmente non solo nel nostro paese. Da una parte si affermano giustamente i più diversi diritti individuali in precedenza non riconosciuti, dall’altra si sconfessano i diritti fondamentali, in primo luogo la libertà di opinione. L’assenza di dialogo crea solo posizioni radicalizzate e mal conciliabili che in un ambito delicato come la Salute non giovano. Avvertiamo seriamente il pericolo che queste posizioni di chiusura e censura non diminuiscano ma anzi si accrescano creando divisioni, posizioni ideologiche e atteggiamenti intolleranti che ostacolano la libertà individuale, l’autonomia della scienza, la ricerca e la garanzia del benessere della società.

nuovaMOLE insieme ad Impegno Medico di Genova, Associazione Medicina, Scienza, e Salute di Rimini, Hic sunt leones di Verona, Dott.ssa Elena Benigni, Dott. Maurizio Conte, Dott. Giuseppe Barbaro, Dott. Antonino Laudani e Dott. Leonardo Masselli di Roma, Dott. Giansalvo Sciacchitano ex Presidente OMCEO di Catania, Dott.ssa Gabriella D’Alonzo di Genova

*https://portale.fnomceo.it/nitag-anelli-fnomceo-si-torna-a-parlare-di-scienza-e-salute-bene-le-proposte-che-sostengono-la-professione-medica/

 

Il Fatto Quotidiano

PIAZZA GRANDE

4 LUGLIO 2025

Lettera di nuovaMOLE

sottoscritta da

  • Impegno medico di Milano,
  • Evoluzione medica di Milano,
  • Ippocrate di Roma,
  • Hic sunt leones di Verona,
  • Uniti per cambiare di Rimini
  • AMIRE

BLADE RUNNER 2

I medici-androidi sognano pecore elettriche?                                               ... o saranno pecore elettriche

 

Sempre rimanendo nel mondo di Blade Runner che sembra molto vicino all’attuale situazione, tutto cominciò quando,  nel 1968, Philip K. Dick scrisse “Gli androidi sognano pecore elettriche?”. La domanda che allora si poneva Dick possiamo farcela anche noi adesso, alla luce delle recenti affermazioni di Bill Gates che, in una conversazione ad Harvard con il professor Arthur Brooks, ha categoricamente affermato: “in un decennio, l’intelligenza artificiale sarà in grado di ridefinire il ruolo degli esseri umani nel mondo del lavoro, dell’istruzione e della medicina”. E, come sempre, quando Bill Gates profetizza qualcosa, quel qualcosa   puntualmente si verifica entro breve tempo. E infatti, il progetto cinese del primo ospedale gestito dall’intelligenza artificiale risale già all’anno scorso, un piano pionieristico centrato su una sanità sempre più ipertecnologica e cibernetica. 

China Launched World’s First AI Hospital with 14 AI Doctors

by News Desk,  September 18, 2024 in China

La Cina ha inaugurato il primo ospedale al mondo basato sull'intelligenza artificiale, denominato "Agent Hospital", che rappresenta un importante passo avanti nel settore sanitario. Situata a Pechino e sviluppata dai ricercatori dell'Università di Tsinghua, questa struttura pionieristica vanta 14 medici e quattro infermieri virtuali, con l'obiettivo di rivoluzionare l'erogazione dell'assistenza medica. Sorprendentemente, l'ospedale è in grado di curare 10.000 pazienti in pochi giorni, un'impresa che richiederebbe ai medici umani fino a due anni, a dimostrazione dell'efficienza e del potenziale dell'intelligenza artificiale nel settore sanitario.

https://thedailycpec.com/china-launched-worlds-first-ai-hospital-with-14-ai-doctors/

E’ decisamente curioso notare l’affinità tra il fondatore di Microsoft e il presidente OMCEO di Torino, Guido Giustetto che, in un’intervista all’inizio di questo anno, ha affermato che l’intelligenza artificiale non sostituirà il medico ma i medici che la utilizzano andranno a sostituire i medici che non la utilizzano, adeguandosi perfettamente alla crescente evoluzione verso una medicina sempre più tecnologica e virtuale.

(https://www.facebook.com/watch/?v=1030645555748707)

L'Università di Tsinghua celebra l'inaugurazione del Tsinghua AI Agent Hospital e l'Assemblea cittadina di Medicina di Tsinghua del 2025 https://www.tsinghua.edu.cn/en//info/1245/14224.htm

Sicuramente la visione di Gates è molto in linea con i tempi odierni, non solamente riguardo all’intelligenza artificiale. Ai medici infatti sono progressivamente imposte limitazioni della libertà di scegliere le cure, ma anche di poter prendere un caffè con un camice indosso in un bar interno ad un ospedale durante una giornata di lavoro. Si preferisce privarli della possibilità di approvare i bilanci annuali degli Ordini dei Medici ed Odontoiatri e via discorrendo. Certo, l’ideale per molti sarebbe un medico-replicante privo di emozioni, totalmente dedito a seguire acriticamente linee guida e protocolli scientifici e comportamentali rigidi e prestabiliti, spiritualmente incline ad una mistica green volta a ridurre i consumi energetici degli ospedali ….

Questo scenario affascinante ha tuttavia qualche inconveniente. Degli inconvenienti derivati dalle confuse emozioni dei replicanti in Blade Runner si accorge forse un po' tardi il signor Eldon Tyrell. Nel mondo della Sanità piemontese al momento si assiste ad una massiccia fuoriuscita di professionisti dagli ospedali pubblici ma potrebbe esse solo l’inizio…        

“Il progresso tecnologico è come un'ascia nelle mani di un criminale patologico.”      (Albert Einstein)

BLADE RUNNER

"Noi ne stiamo vedendo cose che voi umani non potreste immaginarvi"

Quarantatre anni fa, alla Mostra del cinema di Venezia, fu proiettato per la prima volta Blade Runner, divenuto un cult movie. Ai più la storia di Rick Deckard, ambientata nella Los Angeles del novembre 2019, pare una cupa distopia su un futuro per allora prossimo. A volte tuttavia ci si chiede se il mondo di Blade Runner non abbia suggerito idee invece di anticiparle.

Thomas Shael, il nuovo Commissario dell'Azienda Ospedaliera Universitaria Città della Salute e della Scienza di Torino, ed il dottor Guido Giustetto, Presidente dell'Ordine dei Medici di Torino si sono recentemente incontrati. Durante la piacevole conversazione hanno condiviso una sorprendente sintonia su diversi temi legati alla sanità, tra cui l’importanza della formazione per la classe medica, l'innovazione e la visione di un ospedale ipertecnologico con un’impronta sostenibile. La discussione su droni ad idrogeno da usarsi in una futuribile ziggurath della Sanità Piemontese, il parco della salute, sembra uscita proprio da Blade Runner. Si parla infatti di tecnologie green affascinanti ma forse di dubbia utilità, di ospedali-torri all’avanguardia, mentre un’umanità varia formata da medici e pazienti si ritrova spesso a vagare spaesati in ospedali fatiscenti e disorganizzati. Mentre le elitè “tecnocratiche” discutono di elevati concetti, i medici, che magari a qualcuno piacerebbero “replicanti”, oltre a lavorare in grande disagio con organici spesso ridotti all’osso sono anche ripresi per gravissime violazioni come prendere un caffè al bar indossando un camice.   

Come medici, ci si saremmo aspettati dal dottor Giustetto una presa di distanza rispetto alle recenti dichiarazioni del Commissario sulle sue future politiche sanitarie. Nulla da obiettare sul contenuto, ma è il tono a destare perplessità: sfumature vagamente minacciose, annunci che sembrano diktat e blitz diretti contro medici ed infermieri. Questo risulta offensivo nei confronti di professionisti che, ogni giorno, operano con dedizione nelle ben note difficoltà del sistema sanitario.

Riconosciamo l'importanza del dialogo e della collaborazione, ma avremmo auspicato dal Presidente dell'Ordine dei Medici una posizione chiara a difesa della nostra categoria, già fin troppo svalutata, di fronte a toni proclamatori e irrispettosi.

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